Su Radio Radicale diciamo finalmente le cose come stanno

Radio Radicale è una radio privata, di partito (più del 62% delle quote è dell’Associazione politica Lista Marco Pannella), che lo Stato italiano ha finanziato fino ad oggi, per quasi 30 anni, con 250 milioni di euro (di soldi vostri). 

All’inizio per questa radio privata è stata fatta una gara ad hoc, con requisiti cuciti su misura ai quali solo Radio Radicale poteva rispondere, affinché le venisse dato in concessione il servizio di trasmissione delle attività di Camera e Senato. 

Doveva essere una soluzione temporanea, per consentire al servizio pubblico Rai di organizzarsi con un proprio canale radio (non lo diciamo noi, è scritto nero su bianco negli atti e nei decreti). 

Invece, dopo la prima gara negli anni ’90, non c’è stato più nulla: niente più gare (vere), né indagini di mercato, né valutazioni economiche, né organizzazione in Rai. Solo proroghe, proroghe e ancora proroghe di un privilegio a beneficio di una radio privata, fino ad oggi. 

Parliamo di ben 17 (diciassette) decreti mai convertiti in legge.

Secondo voi, è questo il concetto di “libero mercato” e “democrazia”? 
Secondo noi, no, ed è per questo che adesso che siamo al governo vogliamo risolvere questa anomalia all’italiana.

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