RAI, libertà d’informazione

Francesco Rosi (regista de “Il caso Mattei”): 
“Chi tocca i fili Muore!”

Ieri è andato in onda sulla Rai un film per 5 anni temuto e tenuto lontano dal grande pubblico.

Un film trovatosi contro un “plotone”, una schiera di censori, una folla di funzionari che impedivano la messa in onda presso la TV di Stato di un film “miracolosamente” nato.

Opera dedicata al tema del presunto rapporto di collaborazione tra lo Stato e la Mafia.

Tra non mandare in onda un film e trasmetterlo, chi crede davvero nella libertà espressiva ed è pronto a battersi per difenderla, dovrà sempre essere a favore della seconda soluzione per ambire ad uno straccio di credibilità.

Il tal modo sono stati rispettati anche i cittadini italiani, co-finanziatori della RAI, che avendo avuto la possibilità di vederlo, hanno ora il diritto di esprimersi in merito.

La libertà d’informazione passa per queste cose e non per regalare milioni di euro a radio private!

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