Orto Botanico di Portici: è stato distrutto dal grave fenomeno atmosferico

Orto Botanico di Portici: è stato distrutto dal grave fenomeno atmosferico.

Orto botanico Portici distrutto da tromba d'aria

Al Presidente del Consiglio dei Ministri ed al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo

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in data 16 giugno 2014 si è abbattuta su Portici (NA) una violenta tromba d’aria, accompagnata da una forte pioggia, causando danni irreversibili a numerose strutture del Dipartimento di Agraria.
in particolare il preziosissimo Orto botanico della Reggia di Portici, memoria storica della Reggia borbonica sorto nel 1872, è stato distrutto dal grave fenomeno atmosferico. Sono incalcolabili le perdite, numerosissime essenze arboree, gioiello e memoria storica plurisecolare, si sono irrimediabilmente schiantate al suolo. I danni sono inestimabili e molte delle specie botaniche provenienti da tutto il mondo sono perdute;
conseguentemente è stata disposta la chiusura della Reggia di Portici al pubblico e agli utenti dell’Università di Agraria della Federico II;
“In pochi minuti – spiega una nota ufficiale del Centro dei Musei di Agraria – è stato distrutto uno straordinario patrimonio arboreo e botanico faticosamente preservato per decenni e secoli presso la residenza borbonica di Portici.”;
i responsabili del centro, lanciano “un forte appello di solidarietà a cittadini e istituzioni locali e nazionali per salvare l’Orto Botanico della Reggia di Portici.”;

Si chiede
A) quali iniziative intenda assumere al fine di accertare la tipologia e l’entità dei danni che hanno interessato l’Orto Botanico di Portici in seguito al grave evento atmosferico;

B) quali provvedimenti ed interventi finanziari intenda adottare per il ripristino degli ingenti danneggiamenti all’Orto Botanico della Reggia di Portici, al fine di salvare il preziosissimo Orto restituendogli bellezza e prestigio anche alla luce della rilevanza storica e scientifica del complesso.

 

Senato

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00172

Atto n. 2-00172 (procedura abbreviata)

Pubblicato il 18 giugno 2014, nella seduta n. 264

PUGLIA , CUOMO , AIROLA , BERTOROTTA , BLUNDO , BOTTICI , BUCCARELLA , BULGARELLI , CAPPELLETTI , CASTALDI , CATALFO , CIOFFI , DONNO , ENDRIZZI , FATTORI , FUCKSIA , GAETTI , GIARRUSSO , GIROTTO , LEZZI , LUCIDI , MANGILI , MARTELLI , MOLINARI , MONTEVECCHI , MORONESE , MORRA , NUGNES , PAGLINI , PETROCELLI , SANTANGELO , SERRA , SIMEONI , TAVERNA , VACCIANO – Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. –

Premesso che:

si apprende da notizie di stampa che in data 16 giugno 2014 si è abbattuta su Portici (Napoli) una violenta tromba d’aria, accompagnata da una forte pioggia, causando danni irreversibili a numerose strutture del dipartimento di Agraria dell’università “Federico II” (“Il Mattino” del 16 giugno 2014);

in particolare il preziosissimo orto botanico della reggia di Portici, memoria storica della reggia borbonica, sorto nel 1872, è stato distrutto dal grave fenomeno atmosferico. Sono incalcolabili le perdite, numerosissime essenze arboree, gioiello e memoria storica plurisecolare, si sono irrimediabilmente schiantate al suolo. I danni sono inestimabili e molte delle specie botaniche provenienti da tutto il mondo sono perdute;

conseguentemente è stata disposta la chiusura della reggia di Portici al pubblico e agli utenti del dipartimento di Agraria dell’università “Federico II”;

“In pochi minuti (spiega una nota ufficiale del centro dei Musei di Agraria) è stato distrutto uno straordinario patrimonio arboreo e botanico faticosamente preservato per decenni e secoli presso la residenza borbonica di Portici”;

i responsabili del centro, lanciano “un forte appello di solidarietà a cittadini e istituzioni locali e nazionali per salvare l’Orto Botanico della Reggia di Portici”;

considerato che:

l’orto botanico di Portici è sorto nel 1872, all’atto della fondazione della reale scuola superiore di Agricoltura alla quale venne assegnata come sede il palazzo reale di Portici insieme al suo parco ed i suoi giardini;

la reggia di Portici fu edificata fra il 1738 ed il 1742 per volere di Carlo III di Borbone su progetto dell’architetto romano Antonio Canevari. Il sito reale venne poi ampliato da Ferdinando IV e Gioacchino Murat, ma conobbe poi un periodo di decadenza iniziato con la caduta dei Borbone nel 1860 che portò all’alienazione di tutte le suppellettili e reperti archeologici provenienti dagli scavi di Ercolano;

alla reggia era annesso un parco di circa 36 ettari, impiantato su una colata lavica del 1631 ed ottenuto mediante l’esplosione di dinamite e la messa a dimora di lecci già adulti; il parco è oggi dedicato al botanico napoletano Giovanni Gussone;

all’interno del parco ed immediatamente adiacenti al palazzo furono realizzati due giardini ornamentali di circa 9.000 metri quadrati che furono trasformati in orto botanico da Nicola Antonio Pedicino che nel 1872 fu per primo chiamato alla cattedra di Botanica della Scuola di agricoltura;

dell’impianto originario dei giardini rimangono oggi soprattutto le opere architettoniche costituite dai muri di cinta su cui sono collocati dei busti marmorei; dalla “fontana della Vittoria”, ornata alla base da fauni e sirene e sormontata da una statua di scavo raffigurante la dea Flora (l’originale è esposto presso l’Herculanense museum) 16 cassoni che occupano la parte perimetrale del giardino;

in particolare nel giardino storico è nato l’impianto originario dell’orto botanico; esso comprende 4 riquadri, 16 cassoni, 12 aiuole tonde e 3 vasche circolari ed una serra storica. I 2 riquadri posti a destra della fontana sono dedicati alle conifere, alle magnolie ed alle piante del Mediterraneo del mondo, provenienti da Australia e Sudafrica. Dei 2 riquadri a sinistra della fontana, l’inferiore è dedicato alle Agavaceae, Liliaceae, Iridaceae e Xanthorroaceae, il superiore alle Myrtaceae, Lauraceae ed ancora a piante mediterranee;

i cassoni sono tematici ed ospitano collezione di Cycadaceae, Myrtaceae, Aloaceae, Cactaceae, Agavaceae, Aizoaceae, e piante provenienti dall’Asia. Le vasche, così come la fontana centrale, ospitano ninfee ed altre piante acquatiche; le aiuole circolari, in pietra vulcanica, di più recente realizzazione, sono destinate a palme e Chorysie;

la serra Pedicino, restaurata nell’anno 2000, dalla particolare forma, ospita una collezione di piante epifite;

spiccano nel giardino la maestosa mole di un esemplare carpellifero di Gingko biloba alto circa 30 metri ed una Xanthorroea preissii, con fusto alto circa 190 centimetri, che di tanto in tanto fiorisce;

una struttura in pietra accoglie la Primula palinuri, importante endemismo di Campania, Basilicata e Calabria;

adiacente al giardino storico ed all’ombra della lecceta, il giardino delle felci è uno degli angoli più suggestivi dell’orto. L’umidità necessaria alla vita di queste piante è assicurata da un laghetto, attorno al quale sono state collocate le felci arboree e numerose altre specie provenienti da tutto il mondo. Un angolo è dedicato alla Woodwardia radicans rarissimo relitto della flora tropicalmontana del Terziario, oggi presente in Italia in Sicilia e Calabria e in Campania a Ischia e sulla penisola sorrentina;

il palmeto, posto di fronte al felceto, fu ricavato da una schiarita del bosco. Ospita attualmente 25 specie di palme, nonché una piccola collezione di Plumeria ed un esemplare di Grevillea robusta. Interessanti sono la Jubaea chilensis e la Butia capitata dai gustosi frutti e i grandi esemplari di Syagrus romanzoffiana;

la serra delle succulente rappresenta senza dubbio il fiore all’occhiello dell’orto botanico di Portici, ospita infatti oltre 400 specie di piante succulente provenienti dai deserti africani ed americani. Di rilievo sono le collezioni di Cactaceae, Aizoaceae, Euphorbiaceae, Didieraceae ed Apocynaceae. Su tutte spiccano gli esemplari carpelliferi e staminiferi di Welwitschia mirabilis. Dal 2002 la superficie della serra è stata ampliata a 1.000 metri quadrati e sono in continuo aumento le acquisizioni di nuovi esemplari per arricchire le collezioni;

nel frattempo, nel 1935, viene istituita la facoltà di Agraria dell’università di Napoli che sostituisce l’Istituto superiore agrario. Dal 1948 ad oggi hanno preso forma dunque le collezioni che è possibile attualmente visitare. Con l’assegnazione di 3 riquadri del parco Gussone, a ridosso del lato interno, l’estensione ha raggiunto i 20.000 metri quadrati creando 3 aree in cui hanno potuto essere allestiti il palmeto, un felceto con un piccolo laghetto ed uno spazio di circa 1.000 metri quadrati per le serre riscaldate dedicate alle collezioni di piante succulente;

l’orto botanico della facoltà di Agraria di Portici rappresenta dunque un luogo abbastanza particolare in cui convivono pregevoli testimonianze storico-architettoniche ed importanti collezioni di piante provenienti da diverse zone del mondo;

l’orto botanico di Portici svolge prevalentemente funzioni di didattica, ricerca scientifica e conservazione della natura. Negli ultimi anni l’attività didattica svolta ha avuto un notevole incremento, l’orto è infatti divenuto importante punto di riferimento per quanto riguarda l’educazione ambientale sul territorio campano e non solo, tanto da avvertire la necessità di ampliare l’offerta didattica. A tal proposito vengono proposti percorsi guidati durante i quali il pubblico viene condotto a scoprire le collezioni, i vari adattamenti delle piante all’ambiente e eventuali usi delle stesse;

l’orto si rende anche promotore di eventi culturali quali “Mediterraneo e dintorni”, la mostra annuale di piante ed altro, che si svolge nel mese di maggio e che nel 2014 ha tenuto la sua VI edizione, e MED/ARTE e dintorni che si configura come un contenitore in itinere, aperto tutto l’anno, nato per raccogliere nella struttura le arti, in particolare la fotografia, la grafica, la scultura e la letteratura e per consentire al pubblico di passare ancora qualche ora in quest’oasi di tranquillità. Inoltre ospita iniziative promosse dal Comune di Portici, come quella dedicata al turismo scientifico Portici Campus che si tiene nel mese di ottobre e alcuni eventi legati al “MozartBox”, rassegna musicale consacrata a Mozart,

si chiede di sapere:

se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa;

quali iniziative intenda assumere al fine di accertare la tipologia e l’entità dei danni che hanno interessato l’orto botanico di Portici in seguito al grave evento atmosferico;

quali provvedimenti ed interventi finanziari intenda adottare per il ripristino degli ingenti danneggiamenti all’orto botanico della reggia di Portici, al fine di salvare il preziosissimo orto restituendogli bellezza e prestigio, anche alla luce della rilevanza storica e scientifica del complesso.

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