Occorre garantire ai nostri figli una pensione adeguata

E’ mio dovere operare nel loro maggiore interesse!

Ieri, durante la presentazione del rapporto 
“Il bilancio del sistema previdenziale italiano: andamenti finanziari e demografici delle pensioni e dell’assistenza per l’anno 2018”
redatto Itinerari Previdenziali, ho illustrato alcune proposte per migliorare il nostro complesso sistema previdenziale.

Il Rapporto, poneva in evidenza luci e ombre ma, a mio avviso, sottolineava un problema fondamentale: i lavoratori con bassi redditi saranno pensionati poveri! 

Dobbiamo intervenire per assicurare l’adeguatezza delle pensioni che dipendono dal lavoro. 
Il reddito basso non permette ai cittadini di accedere alla previdenza complementare (fondi pensione, assicurazioni, piani individuali pensionistici). 
Il reddito basso non permette una vita dignitosa! 
Occorre aumentare i redditi! Occorre aumentare il PIL!

Introdurre il Salario Minimo significa, soprattutto, dare il giusto valore al lavoro svolto! 

La crescita del PIL non può però essere affrontata con gli strumenti dell’azione politica del passato! 

Occorre tenere in considerazione i rilevanti cambiamenti in atto, tra cui: la globalizzazione (con le “tragiche” delocalizzazioni produttive, disoccupazione, minor gettito fiscale, ecc.); le innovazioni tecnologiche che producono anche la “disoccupazione tecnologica”; il cambiamento delle condizioni del mercato del lavoro (lavori precari, saltuari, cassa integrazione, ecc.).

Non possiamo accettare un modello economico basato esclusivamente sulla crescita del reddito, un modello di sviluppo “disinteressato” al degrado delle risorse ambientali o, ancor peggio, che “distrugge” il “limitato” capitale naturale, nostro e dei nostri figli! 

Dobbiamo creare lavoro/occupazione attraverso una modello di sviluppo equo, responsabile ed inclusivo. 

Dobbiamo sostenere le fasce più deboli della popolazione attraverso, ad esempio, l’erogazione di servizi che “alleggeriscano” il costo della vita quotidiana.

Le leve da usare sono, a mio avviso, semplici: i) rigenerazione urbana e infrastrutture green; ii) lavoro; iii) welfare (erogazione di servizi e/o di prestazioni). 

Per migliorare il benessere dei cittadini occorre ampliare l’offerta di asili nido, di centri per anziani, di centri per il dopo-scuola e per la formazione. 

Il patrimonio immobiliare degli enti pubblici può essere destinato sia a ridurre il costo che singoli cittadini/famiglie sostengono per servizi che sono diventati indispensabili sia a facilitare l’ingresso nel mercato del lavoro dei lavoratori precari, l’avvio di professioni, di PMI, di Start-up innovative. 

Occorre introdurre il co-housing privato. Molto spesso gli anziani hanno case “sovradimensionate” rispetto ai loro bisogni. 
Tali spazi potrebbero essere destinati ad offrire soluzioni abitative a studenti, persone separate e/o divorziate, o ancor più a lavoratori precari che hanno disagi abitativi. 
Occorre continuare sulla strada intrapresa dal Governo, ossia un forte contrasto all’evasione fiscale. 
L’emersione del “nero” aumenta le tutele ai lavoratori, assicura il versamento dei contributi pensionistici, riduce forme di concorrenza sleale verso le imprese e soprattutto aumenta il gettito fiscale che lo Stato deve utilizzare nella propria azione redistributiva della ricchezza. 

Occorre altresì attrarre i pensionati stranieri in Italia, ad esempio, in aree soggette a spopolamento. 
Tali flussi migratori portano risorse, investimenti e benessere a vantaggio della collettività ivi residente. 
Infine, è necessario innalzare la cultura finanziaria dei giovani, degli adulti, dei cittadini tutti! 

L’educazione finanziaria è lo strumento migliore che tutti noi abbiamo, giovani ma anche meno giovani, per effettuare investimenti consapevoli (ad esempio, per sottoscrivere un fondo pensione) e esercitare i nostri diritti verso gli intermediari (ad esempio, nei casi di risparmio tradito).

Occorre dare risposte certe e responsabili alle generazioni future! 

Occorre dire basta alla politica degli “annunci”, della ricerca del mero consenso elettorale e di breve termine! 

Occorre continuare sulla strada del “fare”, o meglio del fare tanto, fare bene e farlo in modo civile! 

I nostri figli si aspettano risposte! 

E’ dovere della classe politica, tutta, operare nel loro maggiore interesse!

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