La NASPI è il vero problema che ha creato condizioni economiche assurde

E ormai noto che i lavori stagionali sono da anni la giungla di precarietà con cui i nostri giovani hanno conosciuto il mondo del lavoro con orari disumani, stipendi da fame, mancato riconoscimento del lavoro straordinario, nessuna sicurezza…, oltre a questo il Governo Pd ha anche dimezzato l’indennità di disoccupazione spettante ai lavoratori stagionali.

Questo ha ulteriormente, anzi direi definitivamente, reso il lavoro stagionale poco appetibile ai nostri giovani. Divenendo uno dei lavori più precari -ormai- in Italia, e che, con il dimezzamento dell’ indennità di disoccupazione, ha anche reso instabili i rapporti familiari. 

Eppure, continuiamo (W Dio) a tenere in piedi scuole alberghiere e del turismo, ossia investiamo soldi pubblici per formare i giovani per un lavoro oggi diventato tra i più precari del nostro Paese.

Sembra un assurdo, un paradosso, che l’Italia, il paese del turismo, abbia sancito, con l’introduzione della NASPI (o meglio, del suo meccanismo di calcolo) l’inizio della fine del lavoro stagionale.

Già nella scorsa legislatura mi sono opposto fermamente a questi nuovi di criteri di calcolo dell’indennità di disoccupazione che avrebbero danneggiato i lavoratori stagionali.

In questa Legislatura ho portato all’attenzione della Commissione Lavoro del Senato questo serissimo problema.

Confido nel nostro Governo, nonché nei presidenti delle commissioni lavoro della Camera e del Senato, in un accoglimento delle proposte legislative che possano finalmente ridare un impianto legislativo atto a
rilanciare il lavoro stagionale e quindi il nostro settore strategico: il turismo.

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