Il voto degli iscritti al Movimento 5 Stelle sulla piattaforma Rousseau conta

Il tutto nel pieno rispetto di tutte le prerogative e procedure costituzionali, il nostro organo decisionale finale nelle fasi più importanti per il destino del Paese rimane e rimarrà sempre lo stesso: gli iscritti.

Nulla ha obiettato il Presidente della Repubblica
Nulla ha obiettato il presidente Conte

Gli unici che hanno da ridire sono sempre gli stessi giornalisti che con la loro narrazione riescono anche a convincere alcuni cittadini -che abboccano- (“…è incostituzionale…”…è uno sgarbo al Presidente della Repubblica…” “…non andava fatto in questo modo…” “…non andava fatto dopo l’incarico a Conte…” eccetera, eccetera)

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Non è un vezzo, ma uno strumento che la nostra comunità politica si è dato per far arrivare nelle istituzioni la voce dei cittadini.

È stato così con l’elezione del Presidente della Repubblica, è stato così quando si è trattato, poco più di un anno fa, di approvare il contratto di governo per la nascita dell’Esecutivo uscente e sarà così quando, tra qualche giorno, si tratterà di votare in relazione al prossimo eventuale Governo.

Il voto su Rousseau rappresenta il volere di coloro che ci mettono la faccia ogni giorno senza chiedere nulla in cambio e si impegnano con passione. La stragrande maggioranza, inoltre, sta fuori dalle istituzioni.

Queste persone, questi iscritti, sono l’anima del MoVimento 5 Stelle e dunque il loro orientamento prevalente diventa, com’è naturale che sia, l’orientamento di tutto il MoVimento.

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> Per iscriversi a Rousseau –
Clicca su questo link e completa la procedura di iscrizione: https://www.movimento5stelle.it/iscriviti.php
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Probabilmente non siamo ancora abituati a quella che Gianroberto Casaleggio definiva “una nuova centralità del cittadino nella società”.

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Quando utilizziamo la piattaforma Rousseau queste parole mi risuonano sempre più moderne:
Discorso agli ateniesi 461 A.C. Pericle –

“…Qui ad Atene noi facciamo così.

Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo
viene chiamato democrazia.

Qui ad Atene noi facciamo così…”

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