Il diritto di lavorare a distanza

Colletti digitali: il diritto di lavorare a distanza: Il diritto di lavorare a distanza deve diventare un nuovo diritto del lavoratore e della cittadinanza digitale. I colletti bianchi diventeranno colletti digitali.

Il lavoro da casa in Italia oggi è possibile per quasi la metà dei dipendenti. Lo dimostrano gli oltre 8 milioni di persone che oggi nonostante il lockdown possono lavorare a distanza.

Un numero che non avremmo mai immaginato considerando che lo scorso gennaio erano solo 570 mila gli italiani ad aver già sperimentato il remote working.

Non tutti i lavori si possono fare a distanza, ma molti sì, e saranno sempre di più in futuro con il processo di automazione delle fabbriche, dei magazzini e della mobilità.

La necessità che questo sia un diritto in un periodo di emergenza sanitaria è evidente a tutti.

Così come lo sono gli innumerevoli vantaggi che questa grande e forzata sperimentazione generale del lavoro a distanza ha fatto emergere e di cui potremmo usufruire anche in tempi più tranquilli: per l’individuo che guadagna giorni di vita sottratti al pendolarismo, per l’ambiente che per la prima volta ci regala città senza smog e con tassi di CO2 al minimo da decenni, per i consumi importati come il petrolio che è arrivato ad avere un prezzo negativo, ma anche

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