Decreto Rilancio

Dopo i 25 miliardi del Decreto Cura Italia il Governo con il “Decreto Rilancio” stanzia ulteriori 155 miliardi per avviare la Fase2 dell’economia italiana che dovrà affrontare la crisi senza precedenti innescata dalla pandemia del Covid-19 e sostenere la ripresa del Paese.

Un provvedimento straordinario con il quale si interviene per rinforzare i settori salute e sicurezza, sostenere le imprese, i redditi da lavoro, il turismo e la cultura.

Questi gli interventi a favore degli enti locali:

🔴 Fondo per il trasferimento tecnologico: viene istituito la costituzione, presso il Ministero dello sviluppo economico ed è finalizzato alla promozione di iniziative e investimenti utili alla valorizzazione e all’utilizzo dei risultati della ricerca presso le imprese operanti sul territorio nazionale, con particolare riferimento alle start-up innovative.

🔴 Smart&Start Italia: vengono introdotte ulteriori norme volte a rafforzare il sostegno pubblico alla nascita e allo sviluppo delle start-up innovative, agendo nell’ambito di questa misura pensata per la crescita delle imprese.

🔴 Sovvenzioni e agevolazioni: le regioni e le provincie autonome, gli altri enti territoriali, le Camere di commercio possono adottare misure di aiuto dirette, a valere sulle proprie risorse, fino a un importo di 800.000 euro per impresa, concesse sotto forma di sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali e di pagamento o in altre forme, quali anticipi rimborsabili, garanzie, prestiti e partecipazioni. Gli aiuti non possono superare l’importo di 120.000 euro per ogni impresa della pesca e dell’acquacoltura e 100.000 euro per ogni impresa di produzione di prodotti agricoli. Gli stessi enti possono concedere garanzie riguardo sia ai prestiti per gli investimenti sia ai prestiti per il capitale di esercizio a favore delle imprese, in modo diretto o attraverso banche o altri soggetti abilitati all’esercizio del credito, o ancora, aiuti sotto forma di tassi d’interesse agevolati per i prestiti alle imprese, aiuti per la ricerca e lo sviluppo in materia di COVID-19, per gli investimenti per le infrastrutture, agli investimenti per la produzione di prodotti connessi al COVID-19, aiuti sotto forma di sovvenzioni per il pagamento dei salari dei dipendenti per evitare i licenziamenti durante la pandemia di COVID-19.

🔴 Garanzia sull’assicurazione dei crediti commerciali: viene creato uno strumento di ‘riassicurazione’ di Stato, in analogia con quelli adottati o in via di adozione in altri Paesi Europei. Con uno stanziamento a favore delle imprese di assicurazione dei crediti commerciali a breve termine, si vuole evitare che le perdite attese a seguito dello shock da Covid-19 portino a una notevole contrazione delle linee di credito commerciale in favore delle imprese e garantite dalle compagnie di assicurazioni, che ora potranno accedere allo strumento di garanzia previsto a beneficio di chi ha contratto la polizza credito (il fornitore) e dei relativi clienti (le imprese della filiera debitrici).

🔴 Partecipazione al Fondo della Bei: il Ministero dell’Economia potrà stipulare con la Bei gli accordi necessari per consentire la partecipazione italiana al Fondo di Garanzia Pan europeo per il sostegno agli stati membri. Un Fondo in grado di erogare fino a 200 miliardi di euro in forma di garanzia e prestiti diretti o indiretti a favore di Pmi e grandi imprese, garantendo così la liquidità necessaria a fronteggiare la crisi.

🔴 Deroga alla disciplina degli aiuti di Stato: alla luce del nuovo ‘Temporary Framework’ della Commissione Ue, i soggetti beneficiari di aiuti non rimborsati, di cui è obbligatorio il recupero in esecuzione di una decisione della Commissione, possono ricevere nuovi aiuti, in deroga al divieto di concessione previsto. Analogamente, Regioni, Province e altri tenti territoriali possono concedere varie tipologie di aiuti alle imprese (fra le quali sovvenzioni dirette, anticipi, agevolazioni fiscali, garanzie sui prestiti, tassi di interesse agevolati e sovvenzioni per il pagamento dei salari al fine di evitare licenziamenti).

🔴 Garanzia dello Stato su passività delle banche: per evitare di dover effettuare una notifica individuale alla Commissione europea nel caso fosse necessario intervenire a sostegno della liquidità di banche solventi ma soggette a perturbamenti nell’economia, si è adottato uno schema generale e preventivamente sottoposto alla Commissione europea in base al quale il Ministero dell’Economia può, ove mai ve ne fosse bisogno, concedere la Garanzia dello stato su passività di nuova emissione delle banche con sede legale in Italia fino ad un valore nominale di 19 miliardi di euro senza che sia necessario effettuare di volta in volta una notifica alla Commissione che mal si attaglia alle esigenze di speditezza.

🔴 Sostegno pubblico nelle procedure di liquidazione di piccole banche: per evitare di dover effettuare una notifica individuale alla Commissione europea nel caso fosse necessario un intervento dello Stato per assicurare l’ordinato svolgimento delle procedure di liquidazione coatta amministrativa di banche piccole, con attività non superiori ai 5 miliardi di euro e comunque escludendo le banche di credito cooperativo, si è adottato uno schema generale e preventivamente sottoposto alla Commissione europea in base al quale il Ministero dell’Economia può, può concedere il sostegno pubblico sotto varie forme alle operazioni di trasferimento a una banca acquirente di attività e passività, di aziende o rami di azienda della banca in liquidazione; senza che sia necessario effettuare di volta in volta una notifica alla Commissione che mal si attaglia alle esigenze di speditezza.

🔴 Fondo emergenziale a tutela delle filiere in crisi: viene istituito, con una dotazione di 500 milioni di euro per l’anno 2020, per interventi di ristoro per i danni subiti dal settore agricolo, della pesca e dell’acquacoltura. Inoltre, per fronteggiare le difficoltà per l’intero settore zootecnico, dovute alla chiusura di mense e punti di ristorazione e del rallentamento delle esportazioni, con conseguenze soprattutto per i trasformati del latte destinati al consumo fresco e per il settore carne, si prevede la compensazione parziale delle spese di stoccaggio e di stagionatura di tali prodotti, destinati ad essere immessi in commercio mesi dopo la loro fabbricazione.

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